Dal primo giorno la priorità di Francesca Diliberto è stata quella di usare solo pratiche biodinamiche e rigenerative sia in vigna che in cantina. La raccolta delle uve è effettuata a mano, queste vengono diraspate, metà fermenta a acino intero l’altra metà pressata. La fermentazione malolattica avviene in acciaio, l’affinamento in cemento. Questa freisa viene da una parcella a 300 mslm composta da suoli principalmente argillosi.